Schiavi

“Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi, già non è più schiavo, ma uomo libero.” – Vladimir Lenin

Qual’è il miglior modo per controllare le persone? Tenerle nell’ignoranza, tartassarli di tasse, pubblicare brutte notizie (così rimangono introverse) e poi dargli il “contentino” con la squadra del cuore.

Non vedete che i media ci ricamano su a tutto questo? La partita, l’acquisto, il goal, e intanto lo “schiavo” non pensa alla “bastonata” delle tasse, al licenziamento e chissà cos’altro.

L’uomo è uno schiavo e i potenti, da sempre, stanno facendo di tutto per non “farlo crescere”. Uno schiavo deve solo obbedire, non deve pensare, “sarebbe pericoloso”.

Altra cosa è l’alimentazione: “Promuoviamo ed inzozziamo il popolo con cibo spazzatura, questo lo introverte e alla lunga si ammalerà, acquisterà le nostre medicine ed avrà qualcosa a cui pensare; aggiungiamo poi le tasse, le tassine e un po’ di crisi, così lui sarà sempre in nostro dominio e penserà solo a ciò che vorremo noi.”

L’uomo è uno schiavo, TU sei uno schiavo, ficcatelo in testa, apri gli occhi!

Voler essere un uomo libero ha un prezzo, io ne so qualcosa e sto pagando questo prezzo. Apparentemente sono messo peggio degli altri, ma sin da giovane ho sempre avuto una caratteristica: non ho mai voluto essere uno schiavo e ne vado fiero. Io so il fatto mio.
35 anni fa ho buttato la Tv, ho sempre vissuto secondo le mie idee e come mi sembrava giusto; è vero, sono un po’ selvatico per natura, ma ho un’ambizione di me molto elevata. Non ho mai voluto una vita “inscatolata”: casa, lavoro, famiglia. Ho un matrimonio fallito alle spalle, va bene…è così che doveva andare.

Indipendentemente da come andrà a finire, io continuerò pur sempre e in ogni caso a rimanere un uomo libero. E alla fine, è questo ciò che conta. Un uomo non è finito finché non rinuncia.

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