Uomini da bar: l’uomo attuale

bevitore

Ogni tanto vedo un tipo che recentemente mi ha preso un po’ l’attenzione. Un paio di anni fa aveva un aspetto decisamente migliore, ora invece, oltre che ad essersi leggermente gonfiato in viso, ha un aspetto da bevitore, la pelle è diventata più brutta e gli occhi non sono più gli stessi, in pratica, si è abbruttito, e tutto ciò in così poco tempo. Ho voluto capirne di più ed ho iniziato ad osservalo nei bar del posto.

Sto tipo avrà circa 40 anni e basta guardarlo per capire che gli piace l’alcool anche se non l’ho mai visto ubriaco.

Effettivamente, di regola, va via di superalcolici e quando sta “leggero”, birra. È capace di berne anche 2 o 3 in un’ora in quel bar.

È sorprendente di come il corpo si trasformi così velocemente. Questa regola naturalmente vale anche per chi dal peggio diventa migliore.

Da ciò che ho notato, il miglioramento fisico di una persona avviene quando si da modo al corpo di disintossicarsi. Questo apporta una rigenerazioni psico-fisica..

Al contrario, inzozzare le cellule di cibi e liquidi non adatti, crea intossicazione e peggioramento.

È proprio vero ciò che diceva Ippocrate: “L’uomo è ciò che mangia”.

Circuiti viaggianti
È proprio vero che non esistono solo persone, ma anche “circuiti viaggianti”, quei tipi che “soffrono” se non trovano qualcuno con cui parlare e se non c’è nessuno, c’è sempre la barista che è costretta a sopportarli. Naturalmente i discorsi sono i soliti: superficiali e privi di sostanza della serie “Sono un circuito ambulante, ascoltatemi che parlo solo io e ciò che dico io è sempre molto interessante”…ma la disgrazia di chi li ascolta è che questo circuito non si ferma MAI.

C’è un tipo che sfortunatamente vedo ogni tanto, sto tipo quando arriva, si aggrega al gruppetto amico e prende subito in mano il discorso della situazione.

Su mille parole che dice il “gruppo da bar”, 999 sono le sue. Questo è un “circuito ambulante”, non mi sorprendo che a 45 anni sia ancora solo. Quale donna si mette con uno così? Mamma mia, che tortura dev’essere convivere con un tipo del genere.

Un circuito del genere va bene quando serve un “jolly”.

Poi ci sono i classici circuiti prestampati, quei tipi che hanno già le frasi fatte. In pratica, loro “non esistono”, sono questi circuiti prestampati che vivono per loro (pensano, parlano, agiscono, ecc.) sempre con gli stessi identici manierismi, proprio perché la caratteristica di questi circuiti è che non sono in grado di “ispezionare” le situazioni, agiscono stimolo-risposta.

—————————————–

“Adoro” quei nulla che vanno al bar, prendono un caffè e si piantano lì 2 ore a schiacciare quei cazzo di pulsanti dei telefonini. Un giorno bisogna che mi decida a chiedergli: “Ma che minchia continui a schiacciare? Non sarebbe ora che vai fuori dalle palle?”

Cibo, amore mio
Si può dire che questi loro discorsi sono normali nella fascia 40-50enni, sposati o no.

A volte mi secca andare al bar a certi orari, si vedono i soliti giocare a carte o che fanno i soliti discorsi sul cibo, cene o visite mediche. Questi discorsi da osteria naturalmente sono innaffiati da calici di bianco e Pirli della serie “fammene ancora uno”…che non sanno neanche cosa stanno bevendo.

Mi chiedo che cosa vivano a fare queste persone, ma che scopo hanno nella vita, mangiare? Che almeno parlassero di cibi naturali e sani. No! Salamine, costine ai ferri, pizza, formaggio, calici di vino ecc.ecc Questi sono i loro cibi. Mi piacerebbe guardare il loro intestino di quanta porcheria è incollata da decenni e poi pretendono di stare bene. Questi sono uomini morti.

Non ci posso credere! Mamma mia, mi passa la voglia di andare in quel bar.

Probabilmente sono fortemente convinti di essere corpi, chissà quale “sorpresa” avranno quando finalmente lasceranno il loro corpo.

Forse non capiranno subito che sono spiriti, ma meglio tardi che mai ed è probabile che in quel momento si rendano conto di quanto tempo hanno buttato via con quel “fottuto” corpo che avevano.

Ma li comprendo: ognuno si trova sulla propria scala evolutiva e loro sono su quella.

Questa è la loro vita.

Macchinette
Non so, capisco che questo pianeta è abitato da schiavi…ma questo mi sembra troppo.

Non è possibile che ci siano “persone” che stanno attaccate a sto macchinette per ore.

Una barista mi raccontò che un giorno vide nel suo locale un tipo giocare a queste slot-machine al punto che litigò con la sua compagna che voleva farlo smettere. Sto tipo litigò di brutto con lei perché voleva continuare.

La barista vedendo questa scena decise che non voleva più “pazzi” del genere nel suo locale. Chiamò il gestore delle macchinette e gli disse di venire a prendersele. Passarono i giorni ma nonostante i numerosi solleciti non venivano a ritirarle. A questo punto la barista gli diede l’ultimatum: “O venite a prendervele o ve le sbatto sul marciapiede!”. Andarono a prendersele velocemente, si.

Morale della favola: non voleva più pazzi nel suo locale.

La caratteristica di questi individui è che “si sentono in colpa”.

Osservali, loro sanno che hanno fatto qualcosa che non dovevano fare. Si sentono “colpevoli, cercano di nascondersi”, forse più a se stessi che agli altri. Poi quando hanno finito i soldi se ne vanno.

Mi piacerebbe chiedergli: “Ma ti vuoi rendere conto una volta per tutte che sei uno schiavo?”

Su questo pianeta esistono tanti tipi di droga, ebbene, questa è una delle tante droghe “legalizzate”.

Io invece legherei coloro che non le proibiscono, quei falsi democristiani che sono arrivati per 2 motivi:

  1. Avere tutti i privilegi dei parlamentari
  2. Scaldare la sedia

Gli ESPERTI!
Sei in cerca di esperti di calcio? Non riesci a trovarli?

Ti dico io dove sono: vai in una qualche osteria quando c’è una partita di calcio. Tra un calice e l’altro sono tutti esperti, nessuno meglio di loro la sa così lunga.

Eh si, dovevano fare i dirigenti in ambito calcistico, non gli operai da osteria. D’altronde è al bar che loro hanno valore, è in questi momenti che esprimono il miglior intelletto di sé…altrimenti che “esperti” sarebbero?

Persone indesiderate
Finora ci sono almeno 3 persone che vorrei non entrassero mai nel bar: 3 individui del posto che quando trovano di parlare con qualcuno, non smettono più! Sono “macinini” della serie “una cosa tira l’altra” e non smettono più di parlare.

Eppure sembrano sobri. A quanto pare loro sono fatti così.

Dev’essere davvero esasperante vivere accanto a persone del genere.

Le persone “nulla”
Queste persone, di solito, non sono più ragazzi, non hanno la ragazza e sono soli…qualche amico qua e là e la cosa finisce li.

Di solito si contraddistinguono dai tatuaggi, orecchini, il codino, ecc. Insomma: non hanno più 20 anni per ridursi così.

Ma perché si conciano così? Per attirare attenzione, visto che nessuno li “nota”.

Uomini soli, anche questa è gente da aiutare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserire il numero mancante